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Oggi la signora rotonda delle stelle piccole ha ucciso due serpenti.

Erano giovani, per fortuna avevo gli stivali per l'orto, che mica erano vipere ma poi se mi davano un mozzicotto non si sa mai.

La signora rotonda delle stelle piccole ha una casetta che scende nella terra, coi cespugli rosa dei fiori di mio nonno nella casa al mare, un tavolo di pietra, un forno a legna e colleziona farine.

Te basta che hai le farine e sei contenta, mi diceva mio marito.
Quando fa il pane mi viene a bussare alla porta? Vorrei farlo con lei.

Ha un orto segreto, una cucina che oggi l'ho pulita tutta per bene che qui fuori si mangia con piacere, un accento toscano e una cicatrice lunga venti centimetri sul ginocchio destro. Paura di avanzare, penso.

Il dottore prima di operarmi mi ha detto lei ha coraggio, io gli ho detto che dopo aprile viene maggio.

E io che a maggio ti ho incontrato, a maggio ti ho perso, con le mani pulite dalla polvere di grano e gli occhi che piangono tre volte al giorno, cercandoti nelle strade, immaginandoti arrivare, scossando la testa, rinvasando un'altra pianta, chiudendo gli occhi su un altro giorno.


 

 

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